Chiesa di santa Maria Incoronata, via Medina
Epoca di costruzione : XIV secolo .
Committente: regina Giovanna I d’Angiò
Epoca di rifacimento barocco : Settecento .
Fondata per volere della regina Giovanna I d’Angiò, per la sua incoronazione avvenuta nel 1352, ed intitolata alla “Corona di spine” di Gesù in virtù della reliquia proveniente dalla Sainte Chappelle di Parigi, donata alla regina dal re di Francia Carlo V .
Fu proprio in seguito a questo dono che si sviluppò quello che era chiamato il culto della Spina Corona. A Pasqua, nel giorno del Venerdì Santo e della Pentecoste, i devoti si recavano nella chiesa per adorare quelle che erano le sacre reliquie.
A partire dal 1378, la struttura venne affidata all’ordine dei Certosini di San Martino e da allora fu utilizzata per le cerimonie e le incoronazioni degli Angioini e degli Aragonesi.
La Chiesa era stata costruita su di un preesistente edificio, dell’epoca di Roberto d’Angiò, destinato a Tribunale Regio (1309-43), a cui appartiene la navata principale ed il portico esterno, mentre la navata minore venne aggiunta in occasione della realizzazione dell’edificio di culto (1352). Dei cicli pittorici che decoravano l’intera Chiesa sono stati recuperati solo in parte. Tra questi di particolare rilevanza sono le Storie Bibliche ( pareti), i Sacramenti e il Trionfo della Chiesa con i ritratti di Roberto d’Angiò e di suo figlio Carlo di Calabria (nella volta), tutti affreschi trecenteschi di Roberto d’Oderisio. L’altare e la balaustra in marmo policromo e pietre dure sono le testimonianze del rifacimento barocco del XVIII secolo. Nella navata minore vi sono gli affreschi quattrocenteschi staccati con le Storie di san Ladislao opera di un pittore marchigiano. Di particolare importanza il trecentesco portale d’ingresso in marmo bianco sulla cui architrave è scolpita la “Corona di spine” sorretta da due angeli.
I lavori per i nuovi bastioni della reggia aragonese di Castel Nuovo, avviati all’inizio del XVI secolo, produssero un rialzamento del piano stradale determinando un dislivello di circa tre metri tra la Chiesa e l’attuale Via Medina.
Riaperta al culto nel XVIII secolo fu successivamente inglobata in un edificio a più piani.

Nel primo trentennio del XX secolo iniziarono i lavori di restauro per restituire alla chiesa l’aspetto originario e dopo l’abbattimento del soprastante edificio vennero recuperati e restaurati gli affreschi trecenteschi .
A seguito di un lunghissimo ulteriore restauro strutturale la chiesa viene ora occasionalmente aperta al pubblico.
Da Napoli Atlante della città storica – di Italo Ferraro Napoli 2018 e da Guida Sacra della città di Napoli di Gennaro Aspreno Galante Napoli 1872












