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Home / Quartieri / Pendino

Introduzione

Il quartiere Pendino fa parte della Municipalità 2 che comprende anche: Mercato, Avvocata, Montecalvario, Porto, San Giuseppe.

Cenni storici

Attraverso prammatica sanzione emanata il 6 gennaio 1779, re Ferdinando IV ordinò che si ripartisse la città di Napoli in 12 quartieri per poter stabilire e far risiedere in ognuno di essi un giudice della Gran Corte Criminale, allo scopo di favorire la pubblica sicurezza dei cittadini.
I 12 quartieri istituiti nel 1779 subirono delle modifiche successive recepite nella carta del 1828 dell’Ufficio Topografico della Guerra (appresso riportata). In essa si vede che il quartiere Pendino è evidenziato col numero 6 e confina ad Est col quartiere Mercato contrassegnato dal numero 7.

carta 1828 Ufficio topografico della guerra ridotta

Allo stato attuale il quartiere Pendino ha assorbito oltre il nucleo originario anche gran parte del vecchio quartiere Mercato e si estende fino al Corso Garibaldi.

Il quartiere Pendino è oggi così delimitato:
• a nord da via san Biagio dei Librai, via Tribunali, via Vicaria, via Forcella, via Annunziata, via Mancini
• a est da corso Garibaldi e vico Zite
• a sud da via Nuova Marina
• a ovest da via Paladino, rampe del Salvatore, via Tari, via Marotta, vico Maiorani.

La planimetria attuale del quartiere è riportata con profilo blu in questo stralcio della carta di Napoli del Touring Club che comprende anche quella del confinante quartiere San Lorenzo delimitata in rosso.

pendino touring paint 03

Il nome Pendino deriva dalla parola “pendere” perché comprendeva (e comprende) tutte le strade in discesa che conducono dalla collina del centro antico alla fascia costiera.

Il Pendino comprende la collina del Monterone occupata in gran parte, dal “Praetorium Civitatis” sede del Magistrato e del Palazzo dei Duchi: tale complesso sorgeva approssimativamente sul sito del monastero di San Marcellino, ma non ne restano tracce.
Il Ducato formalmente dipendente da Bisanzio sopravvisse in forma praticamente indipendente per oltre tre secoli (dal IX all’XII secolo) nonostante le minacce e gli attacchi dei potenti ducati longobardi dell’Italia Meridionale.

Il Pendino fu interessato dal progetto per il Risanamento di Napoli attuato negli ultimi decenni dell’Ottocento su impulso di Agostino Depretis capo del Governo e di Nicola Amore Sindaco di Napoli con lo sventramento dei quartieri bassi Porto, Pendino e Mercato e in particolare comprende di tale progetto la quasi totalità del corso Umberto I (il Rettifilo), buona parte di via Duomo e la grande piazza Nicola Amore (cosiddetta dei Quattro Palazzi). L’impatto del progetto di Risanamento sul quartiere è rappresentato nella planimetria appresso riportata.

carta Risanamento Pendino - ridotta

Atmosfera

La vocazione del quartiere è soprattutto commerciale anche se non mancano complessi di notevole interesse turistico come San Marcellino e Festo riconvertito in struttura universitaria e Museo di Paleontologia , San Severino e Sossio il cui monastero è divenuto l’Archivio di Stato, il complesso di Monteverginella anch’esso parzialmente riconvertito in struttura universitaria, la Casa del Salvatore (ex Collegio massimo dei Gesuiti ) oggi inglobata nell’Università Federico II, la chiesa di San Pietro ad Aram, la Basilica del Carmine Maggiore, piazza Mercato, la chiesa di Sant’Eligio e il Borgo degli Orefici, la chiesa di San Giovanni a mare, il Museo Filangieri, la chiesa di Sant’Agostino alla Zecca.

Stazioni

Il quartiere è collegato dalla linea 1 della Metro con le stazioni di Università, Duomo, Garibaldi, e dalla linea 2 della Metro con la stazione di P.zza Garibaldi.
Il quartiere è inoltre collegato con la zona vesuviana e con la penisola sorrentina mediante la Ferrovia Circumvesuviana.

Fonti

Napoli – Atlante della città storica – Quartieri bassi e il Risanamento – di Italo Ferraro – edizioni OIKOS Napoli

Pendino

  • via Bartolomeo Capasso
  • via e piazzetta Grande Archivio
  • via Paladino
  • vico e largo San Marcellino
  • vico Paparelle al Pendino

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